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Eros, cibo e scrittura. A Rezdora 2.0 con Massimo Casarini di Damster Edizioni

Alla fine ci siamo dimenticati di parlare del sedano, ma la prima puntata della terza stagione di Rezdora 2.0 è stata come la volevo: stuzzicante e divertente.

Ho conosciuto Massimo Casarini una caldissima sera di luglio perchè mi aveva invitata a parlare di scrittura per il web durante un evento e sbirciando tra i titoli del chiosco letterario di Damster Edizioni mi è cascato l’occhio su una raccolta di racconti erotici. Di fianco ce n’era un’altra e poi un’altra ancora. Scopro così che nel 1997 Massimo ha creato Eroxè, uno dei primi siti web dedicati alla letteratura erotica, e da lì ha fondato una vera e propria comunità di scrittori di genere molto prima del successo di “50 sfumature di grigio/rosso/nero”. Lui tra l’altro ha pubblicato un “50 sfumature di gola” con un invitante peperoncino in copertina, ma è un libro di ricette molto divertente che fa parte della serie dei Quaderni del Loggione tutta dedicata al mondo della cucina e della cultura del cibo. “Perchè parlare di cibo è divertente come parlare di eros. C’è sempre il piacere di mezzo” mi ha detto e non posso che essere d’accordo.

Ecco dunque la nostra chiacchierata mattutina, in fascia protetta. Che poi le rezdore erano sapienti conoscitrici dei piaceri della vita, cosa credete!

E il sedano? Pare che nel Medioevo fosse considerato un potente afrodisiaco tanto da vietarne il consumo alle donne. Dopo questo non posso che dire “Viva il soffritto!”.

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La scrittura in piazza. Al tempo di Internet.

Piazza Matteotti Archivio Comune di Modena

Piazza Matteotti – Foto Archivio del Comune di Modena

Stasera alle 21.30 sarò in piazza Matteotti a Modena al BooKiosk dell’associazione Editori Modenesi a parlare di scrittura nell’era digitale con il mio collega e amico Davide Lombardi del magazine Converso.

Mi piace l’idea di essere in piazza a parlare di scrittura e di digitale, soprattutto dopo tutti questi anni in cui me ne sono occupata per passione e lavoro.

Ho aperto il primo blog nel 2003 insieme ad un amico (ciao, Roberto!). Entrambi eravamo lontani dalle nostre città, famiglie e cerchie di amici per lavoro e studio, quindi decidemmo di creare un luogo virtuale chiamato “La Locanda alla Fine dei Mondi” in omaggio ad uno dei più bei fumetti della storia della letteratura. Non era un diario, ma più una sit com in cui io interpretavo la padrona (MM – Mistress Michela) di questo locale che si raggiungeva con botole spazio-dimensionali e lui il Barista. Ospitavamo anche dei guest writer con diversi ruoli e per due anni ci siamo divertiti moltissimo. Lui raccontava del suo lavoro di tester di videogame per la Nintendo e io delle mie avventure milanesi tra moda e comunicazione.

Non c’erano i social e i nostri amici e familiari si collegavano giornalmente per vedere le novità.

Poi, per strade diverse siamo ritornate a casa e abbiamo lasciato andare il blog nel grande mare del web. Quando Blogspot.it ha chiuso i battenti l’ho salvato in archivio e ho riso con gusto delle nostre avventure.

All’inizio del 2012 ho aperto questo spazio perchè avevo bisogno di un luogo in cui archiviare le storie che scovavo durante le mie avventure quotidiane, ma non avevo dove pubblicare. Con un piccolo cambiamento, però, non si tratta più di un diario, ma di una raccolta tematica di argomenti.

Questa digressione per raccontare come anche il mio essere “blogger” ha seguito lo sviluppo storico di questo strumento. Dalle storie personali e quotidiane ad una professionalità sempre più evoluta ed evidente con quegli elementi di personalizzazione tipiche del digital (posso scrivere di cosa voglio e come voglio, ma ciò non toglie che sia altamente connesso a quello che vivo ogni giorno).

Non vi racconto nel dettaglio la storia dei blog che trovate qui, ma ve la commento con i dati che ho trovato su We Are Social e Internet Live Stats. A quanto pare i siti web sono quasi un miliardo (a settembre 2014 abbiamo superato il fatidico numero come ha festeggiato Tim Berners Lee, il papà del Web, ma poi dev’esserci stata una moria). Il numero di utenti attivi ha quasi raggiunto la cifra di 3 miliardi. Tutti possiamo scrivere, tutti possiamo informarci. L’importante è sapere come ed essere preparati. Partiamo da qui per discuterne insieme questa sera.

 

 

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