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Funky Tomato a Rezdora 2.0. Pomodoro a filiera partecipata

Ci sono storie belle e buone. Giovanni Notarangelo nella puntata del 18 ottobre 2015 me ne ha raccontata una, quella di Funky Tomato. Sapete quanto guadagna un raccoglitore di pomodori non tutelato durante la stagione? Il pagamento è a cottimo e cioè a cassone riempito. Ognuno di essi per essere definito pieno deve pesare 300kg e al lavoratore viene corrisposto un compenso di 3,50 euro. Solo i più forti, quelli che reggono al disagio del sole cocente, dei campi senza servizi igienici e senza pausa pranzo, guadagnano abbastanza per potersi pagare l’alloggio, il vitto e il trasporto.

Adesso ripensate a tutto questo quando aprite il vostro prossimo barattolo di salsa o pelati. Vorreste sapere da dove proviene uno degli ingredienti più importanti della nostra cucina? E cosa succederebbe se iniziasse ad acquistare solo prodotti da filiera certa e controllata?
Funky Tomato è un prodotto buono e giusto, nato dall’iniziativa di alcune persone che da anni lavorano con i migranti e conoscono il dramma del caporalato e della nuova schiavitù da molto prima che diventasse notizia. Grazie a un acquisto in anticipo hanno potuto garantire 4 contratti stagionali in regola ad altrettanti lavoratori in 2 campi tra Puglia e Basilicata. Il risultato sono 16.000 barattori di prodotto biologico ad un prezzo un po’ più alto della media (3 euro circa), ma senza sangue e dolore.

State cercando un regalo di Natale originale? Guardate il video, ascoltate le parole di Angelo e aiutateci ad acquistare gli ultimi barattoli per rinnovare e ingrandire l’esperimento di Funky Tomato.

 

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