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Cuoco, pesce, nudità. La copertina di GQ con Carlo Cracco

http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Copertina-GQ-con-Carlo-Cracco.jpg[Ricordati di votarmi su Grazia.it, possibilmente ogni giorno:) ]

Bella discussione in rete sull’ultima copertina di GQ dedicata allo chef Carlo Cracco. Per chi non lo conoscesse lui è anche uno dei personaggi evocati dal libro “Lo chef è un Dio” di  Ilaria Bellantoni.

In quel libro emergeva molto bene il testosterone dominante nel mondo della cucina. Non riconducibile a Cracco, che a me dal vivo ha fatto un’ottima impressione, ma al fatto che sia un mondo in cui la brigata di cucina assomigli più ad una ciurma di pirati che ad una squadra di pallanuoto. I motivi sono tanti, gli orari, lo stress quotidiano, la scarica di adrenalina dopo il servizio, la ricerca della perfezione a tutti i costi. Ogni brigata è diversa, ma quando ti ci trovi in mezzo è inconfondibile l’odore di testosterone. Continue reading

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Vieni a mangiare in Puglia, Puglia, Puglia!

I campi arsi che si vedono spesso in agosto percorrendo il Tavoliere delle Puglie

“Ho fatto la spesa!”
“Nooo! Qui è arrivata la Puglia!”

Questo rapido scambio di sms ha dato il via ad una serata di rivendicazioni delle proprie radici. I miei genitori sono tornati da una trasferta nella terra natale della nostra famiglia e, come tutti i bravi migranti, erano tornati carichi di vettovaglie. Alla faccia del “km zero”. Continue reading

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Al tramonto non si teme il fuoco

Aldo Soligno - Tramonto nel quartiere di Bet Hanoun.   

Aldo Soligno - Tramonto nel quartiere di Bet Hanoun

Quando ho visto questa foto per la prima volta ho pensato che si trattasse di un incendio, un’immagine di guerra, qualcosa di brutto, insomma. Poi, l’autore, Aldo Soligno, mi ha detto che si trattava di un tramonto. Questo, prima che venisse pubblicata e inserita in una splendida raccolta dal titolo “Calati nel piombo fuso” che tra poco uscirà anche come Photobook per utenti Mac (compratelo!).

Non ho spiegato ad Aldo che mi ricordava il primo piatto che mio marito mi abbia mai fatto mangiare. Quello con cui mi ha conquistata.

“Tortelloni freschi ripieni di stracchino e zenzero su vellutata di peperoni e cucchiaino di ricotta con marmellata al peperoncino. Ma l’ho chiamato ‘Al Tramonto non si teme il fuoco’ perchè mi sembra più semplice, no?”. Poi mi ha spiegato che la capseicina, il principio attivo del peperoncino che ci fa sentire il piccante, si attenua con il grasso della ricotta e viene poi esaltato dallo zenzero del tortellone per finire con il dolce aromatico della vellutata. Il tutto su una tavolozza di giallo, arancione e rosso.

Questo è l’inizio. Un ragazzo di 25 anni, con una laurea in ingegneria dei materiali, che sceglie di fare lo chef e si allena da circa 10 anni per farlo nel tempo libero e durante le vacanze. E non sai se ce la farà, ma alla fine parla così bene e i piatti sembrano poesie o quadri astratti e cadi, inesorabilmente, ai suoi piedi. Ma dietro quel quadro idilliaco si nascondeva in agguato il nemico amato e odiato dai noi donne: la spocchia.

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