Category Archives: Palcoscenico

I calzini a righe di Onegin

Onegin sul sofà. Li vedete i calzini? Li vedete?

Onegin è un gatto che sornione si avviluppa al sofà e srotola le lunghe gambe. Calzini a righe rosse e nere fanno capolino tra l’orlo dei pantaloni grigi e i mocassini. Dandy o hipster è l’uomo che tutte le donne sognano. Quello che ammazza il marito perfetto. Uno che corteggia per noia e per voglia di vivere insieme. Uno che si prende sul serio con ironia e supponenza. In mezzo a queste contraddizioni che io lessi adolescente nel romanzo in versi di Puskin, ho trovato interessante e istruttiva la versione teatrale, “Onegin Commentaries” di Alvis Hermanis, andata in scena ieri a Modena, in prima nazionale, al Teatro Storchi nel primo giorno di apertura di Vie Festival 2013Continue reading

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Appunti sparsi dalle storie di Sorgente del Vino Live 2013

Del vino non so molte cose. Ma ad andare in giro con Marina Bersani, l’ostessa che mi ha ormai adottata, si impara molto.
Innanzitutto, che Sorgente del Vino Live è una manifestazione di quelle in cui ti senti in famiglia anche se i produttori sono 150 e i vini più di 800. Peccato per il tempo che ha reso la location, i Bastioni di Porta Borghetto a Piacenza, leggermente claustrofobica trattandosi di vere e proprie prigioni vecchie di centinaia d’anni.
Peccato per la mia golosità che mi impedisce di sputare il vino dopo averlo degustato e in alcuni casi ho fatto veramente fatica a svuotare il bicchiere senza sorseggiarlo fino alla fine.

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Primavera Pranzo Parco

Pranzo TBC 2Il 23 marzo a primavera abbiamo organizzato un pranzo comunitario. Sono arrivati i vecchietti della Residenza comunale del quartiere con la loro scorta di operatori e infermieri e i pasti sul carrello. Si sono aggiunti alcuni detenuti della Casa Circondariale di Castelfranco Emilia con le famiglie in un pomeriggio di libera uscita con le guardie in borghese. C’eravamo noi tra teatranti, amici, cittadini, ammiratori, bambini e famiglie.

Io ho preparato la focaccia barese e una torta al cioccolato. C’era poi un cous cous egiziano da sogno preparato dalla mamma di un abitante del quartiere che mi ha detto che “in Egitto gli uomini non cucinano”, ma poi ha sorvegliato il piatto decorato per essere sicuro di riportarlo alla genitrice.

C’erano anche Giampiero e Hossein del Teatro Valle Occupato che ci hanno raccontato cosa significa “bene comune” e del loro percorso, iniziato il 14 giugno 2011, per riappropriarsi di uno spazio storico che rischiava di chiudere per sempre. “Un’azione non legale, ma legittima come da articolo 43 della Costituzione che dice che i cittadini possono reclamare gli spazi pubblici quando questi non possano più essere gestiti dallo Stato”.

C’era anche Bader, 13 anni di Casablanca, con il suo amico Venceslao, stessa età nato in Moldavia, che una sera si sono affacciati a vedere uno spettacolo nel Teatro del quartiere e si sono affezionati.

Quando si mangia e si condivide si sta sempre bene, anche se non c’era il sole e la primavera si è solo intravista. Quando poi si è uniti da un progetto culturale, si sta ancora meglio.

Il 23 marzo, a primavera, in un parco di Modena all’ora di pranzo è nato Teatro Bene Comune

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Rosso/Rothko. Quando l’arte incontra i foodies

“Something that will ruin the appetite of every son-of-a-bitch who ever eats in that room.”

rosso_lucapiva_28Mark Rothko disse queste parole per descrivere l’opera che si accingeva a realizzare. Dopo la Cappella Sistina il suo allestimento per il ristorante del Four Season di New York sarebbe stata la più importante commissione privata nella storia dell’arte. Di questo parla “Rosso”, lo spettacolo dedicato al pittore americano realizzato dall’Elfo Puccini e basato sull’ottimo testo di John Logan.

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Sleepless in New York. Lo spettacolo teatrale che non dovreste perdere

ph by Robin Roemer Photography

ph by Robin Roemer Photography

“Sleep shall neither night nor day
Hang upon his pent-house lid”

Macbeth, Atto 1 scena 3

Se una notte d’inverno un viaggiatore entrasse al Mc Kittrick Hotel di New York, vi troverebbe senza dubbio un castello di destini incrociati in cui potere, ambizione e tradimento si avvicendano in cinque piani di stanze, corridoi, salotti. Io ero il viaggiatore ed era inverno nelle strade di Chelsea quando ho varcato quella soglia e ho indossato la maschera. Continue reading

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[Dopo il sisma] Un “Draaago” a Finale Emilia e la Festa della Sfogliata

In una città che ha paura arriva un eroe che sconfigge il Draago tiranno e fa alzare la testa ai suoi abitanti. Una storia semplice, allegorica, ispirata a “Il Drago” di Evgenij Schwarz. Il testo è ambientato nel tempo delle fiabe, ma per il filosofo sovietico, si trattava di un’allegoria del regime, della paura e della sottomissione.

“Il Draaago” va in scena il 9 dicembre a Finale Emilia e vedrà cimentarsi sui trampoli e nelle coreografie gli attori del Teatro dei Venti, il Centro per la Ricerca Teatrale di Modena che ho contribuito a fondare nel 2005.

[Anche per questo, votatemi su Grazia.it ]

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Con la cultura non si mangia?

Lo studio per il nuovo spettacolo di Artediparte dedicato al lavoro

Ma soprattutto, se con la cultura non si mangia perché tanto soffrire?

Il 12 settembre ho moderato un dibattito dal suggestivo titolo di “Ma andate a lavorare…” alla Festa del PD di Modena. Platea con 40-45 persone per un parterre di relatori giovane e quasi sconosciuto. Fuori diluviava e la festa si andava spopolando, quindi i motivi di tanto successo possono essere due: il tema interessantissimo o il fatto che fossimo in una delle uniche sale asciutte e al chiuso.  Continue reading

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Calcando le scene di Postrivoro

La distesa della tovaglia per creare il tavolo "imperiale" da 20 posti - Foto di Enrico Caldesi

Il 3 e 4 marzo a Faenza si è svolto il primo Postrivoro, evento saltuario e immaginario per gastropellegrini con la jam session di Takahiko Kondo in cucina e Lorenzo Rondinelli in sala. Non mi dilungo sulla recensione enogastronomica perchè ci ha pensato oggi la bravissima Cinzia Benzi su Identità Golose e ogni confronto non reggerebbe.

Però ho avuto modo di riflettere su molte cose in queste 36 ore di sodalizio con gli altri ragazzi dell’associazione Raw Magna e, soprattutto, grazie al contatto con il pubblico e tutti quelli che hanno ruotato attorno all’iniziativa. Continue reading

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