Le cose che NON si comprano con i soldi

Domenica ho spiegato a mia nipote cosa i soldi non possono comprare. Per spiegarglielo l’ho abbracciata e le ho dato un bacio sulla guancia.

I soldi non possono comprare le ore di cottura del ragù della nonna, le ciambelle di Pasqua in co-working, la lievitazione dell’impasto per la pizza e l’attesa che tutto sia pronto.

I soldi non possono comprare questo tempo che vola via e che farciamo d’amore per le persone di cui ci prendiamo cura.

Che la carne di cavallo sia stata usata per tagliare quella di manzo del ragù surgelato o dell’impasto dei tortellini ci dice come con i soldi non possiamo comprare certe cose. Soprattutto quando ne vogliamo spendere pochi e dedicare poco tempo alla preparazione.

Un articolo che sta girando parecchio in rete dice che è anche colpa nostra. Che fino a quando dedicheremo poco tempo a quello che mangiamo, alla sua  stagionalità, al rapporto con il verduraio e ai passaggi necessari che servono per avere in tavola una buona lasagna, un buon piatto di tortellini, allora non presteremo attenzione a quello che c’è scritto sull’etichetta, alla stagione fuori dalla finestra, ai sapori come dovrebbero essere (o come ci ricordavamo che fossero).

E ve lo dice una che può fare l’analisi comparata delle pizze surgelate perché ogni tanto mi dedico al junk food. Ma negli ultimi due mesi sono diventata cintura nera di impasto e sto cercando di redimermi.

 

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