Monthly Archives: January 2013

Sesso vs Romanticismo. Piccola survey in un pomeriggio di studio

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Oggi a Modena si festeggia il Patrono che, per la cronaca, è San Geminiano colui che avvolse la città nella nebbia per salvarla da barbari e invasori. Io in casa a lavorare, studiare e provare gli impasti per i miei buttermilk biscuits.

Portatile in studio e tablet in cucina seguo alcune divertenti conversazioni in Rete e nel giro di trenta minuti mi passano sotto gli occhi Paperman, il cortometraggio Disney candidato all’Oscar, e una nuova applicazione di facebook che ti permette di capire quali siano i tuoi “friends with benefits”. Continue reading

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Sleepless in New York. Lo spettacolo teatrale che non dovreste perdere

ph by Robin Roemer Photography

ph by Robin Roemer Photography

“Sleep shall neither night nor day
Hang upon his pent-house lid”

Macbeth, Atto 1 scena 3

Se una notte d’inverno un viaggiatore entrasse al Mc Kittrick Hotel di New York, vi troverebbe senza dubbio un castello di destini incrociati in cui potere, ambizione e tradimento si avvicendano in cinque piani di stanze, corridoi, salotti. Io ero il viaggiatore ed era inverno nelle strade di Chelsea quando ho varcato quella soglia e ho indossato la maschera. Continue reading

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Put a Barbera [ring] on it. Eliana Negroni’s jewels inspired by wine and terroir

Eliana _2I got to know Eliana Negroni thanks to  Marina Bersani, inspired wine lover and star of Postrivoro in December, and after looking at her works on the Internet, I decided to ask for an interview. Mostly I was curious about her approach  to metals – not always valuable ones but made precious through her work on them – and how she mix them with the world of wine as she made for the “Gioielli in fermento – Jewels in ferment” exhibition.
Reading what she writes about herself and her work, I realize how she’s able to put her energy to her transmits to her works haunts of the fruit of the vine, which is a pure concentrate of history, memories and emotions for me (ok , sometimes I say also terroir).
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L’essenza del vino nei gioielli di Eliana Negroni

Eliana _2Ho conosciuto Eliana Negroni grazie alla segnalazione di Marina Bersani, l’ostessa emiliana ospite di Postrivoro a dicembre, e dopo aver fatto un giro sulla rete alla ricerca dei suoi lavori ho deciso di chiederle un’intervista. I motivi sono tanti, ma soprattutto mi ha incuriosita la sua impostazione di artista dei metalli – non sempre preziosi, ma resi tali – e il connubio con il vino che si realizza nel progetto “Gioielli in fermento”, una mostra di oggetti d’arte dedicata al vino e con la collaborazione di alcuni produttori enologici.
Leggendo quello che scrive quando parla di sé e del suo lavoro mi rendo conto di come nella fluidità dell’energia che trasmette alle sue opere si ritrovi quella del frutto della vite che è puro concentrato di storia, ricordi ed emozioni per quanto mi riguarda (ok, a volte dico anche terroir).

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Postrivoro goes South. Interview with Giuseppe Di Martino, sous chef in Gennaro Esposito’s kitchen

Giuseppe Di Martino

Giuseppe Di Martino

I have never been at Torre del Saracino . I heard the stories about the menu through the words of my uncle who elected it as it most beloved restaurant in Italy. Only thinking about having something prepared by Giuseppe Di Martino, twenty-seven years old Gennaro Esposito’s sous chef, makes me drool.

Giuseppe will be next Postrivoro‘s chef for the event scheduled on February 2nd and 3rd in Faenza. With him Francesco Falcone, journalist and wine lover, coming from southern Italy too.

To introduce you to the dynamic duo I asked some questions to the young sous chef whose bio made me feel like a slacker. I’m talking about someone who just turned 27 (on January 8th) and has already accumulated over two decades of experience between Italy and the world.

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Filed under Personaggi, Postrivoro

Postrivoro a Sud. Intervista a Giuseppe Di Martino, sous chef di Gennaro Esposito

Giuseppe Di Martino

Giuseppe Di Martino

Io alla Torre del Saracino non ci sono mai stata. Mi sono beata dei racconti del menù attraverso le parole dei miei zii che lo hanno eletto a loro ristorante del cuore. Il pensiero che avrò accanto a breve Giuseppe Di Martino, ventisettenne sous chef di Gennaro Esposito, mi rende felice e basta a far sfrigolare le papille gustative che, si sa, sono “terrone”. Giuseppe sarà, infatti, lo chef del prossimo Postrivoro in programma il 2 e 3 febbraio a Faenza. Ad accompagnarlo il giornalista e amante del vino Francesco Falcone che per il mio gaudio è, addirittura, pugliese!

Per introdurvi al dinamico duo che procederà alla creazione del prossimo evento, ho fatto qualche domanda al giovane sous chef la cui bio mi ha fatta sentire una scansafatiche. Stiamo parlando di uno che a 27 anni appena compiuti (l’8 gennaio) ha accumulato oltre due lustri di esperienza tra l’Italia e il mondo. Insomma, il classico esempio di giovane italiano “choosy” e “mammone” per dirla con le parole di due Ministre della Repubblica.  Continue reading

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El Anatsui. Rubbish for Gods in New York City

L'installazione realizzata dall'artista ghanese per la High Line di Chelsea

L’installazione realizzata dall’artista ghanese per la High Line di Chelsea

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Back from a journey I always feel enriched: this is a big truth.  I have to thank New York for many things, but above all for making me discover El Anatsui, great artist from Ghana born in 1944.
We were hanging around on the High Line in Chelsea, a splendid example of  social and artistic renovation, when just after a bend a wall of glossy and rusty metals appeared . The cloudy sky reflected in it and I could not tell if it was a decaying building or a new architectural element that was coming out of its cocoon.
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[Fate attenzione a dove buttate i tappi] Il meraviglioso mondo di El Anatsui

L'installazione realizzata dall'artista ghanese per la High Line di Chelsea

L’installazione realizzata dall’artista ghanese per la High Line di Chelsea

 

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Che si torni da un viaggio sempre arricchiti è una grande verità. Devo ringraziare New York per molte cose, ma soprattutto per avermi fatto scoprire El Anatsui, splendido artista ghanese classe ’44.

Giravamo sulla High Line a Chelsea, splendido esempio di riconversione di infrastrutture in luoghi di socialità e arte, e dietro una curva si è aperta una parete di metalli lucidi e opachi. Il cielo nuvolo vi si rispecchiava e io non riuscivo a capire se fosse un edificio in decomposizione oppure un nuovo elemento architettonico che stesse uscendo dal proprio bozzolo. Continue reading

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New York State of Mind

Fate a NYCIf you’re reading this post, it means that I managed to get on my plane to NYC. Short trip with a great friend. My third time in the Big Apple and I asked for suggestions about coffee, chocolate and, above all, burgers!

I’ve already booked theatre seats, i’ve already planned museums and places to visit. But i’m still stuck with a huge list of foodie places.

I’ve already tried Eleven Madison Park (I loved it), WD50 (uhm…) and all the burgers places suggested by Heston Blumenthal’s “In search of perfection”. Here you’ll find new addresses and when i come back i’ll write something about all the places i’ll manage to visit.
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