Monthly Archives: April 2012

La felicità sa di rabarbaro

Ilaria sistema gli ultimi dettagli

Ci sono storie che vanno raccontate dalla fine. Ci troviamo nella cucina di Postrivoro e sono circa le quattro di pomeriggio di domenica. Una quindicina di persone si accalcano intorno al passe e si sentono solo commenti di approvazione e deliquio. Andrew e August, un inglese trapiantato a Malmo e uno svedese trapiantato a Parigi, guardano con i loro occhi chiari e gentili la festa di cucchiai, cucchiaini e qualche dito che si sta tenendo all’interno della teglia.
Per festeggiare la fine del pranzo hanno preparato una torta improvvisata con rabarbaro, frutta secca, crema al sambuco e fiori eduli. “La torta delle fate” l’ho ribattezzata perchè aveva i colori della primavera, del sole e dell’oro e il sapore della felicità. Continue reading

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Which one?

Le chiavi per accedere a Postrivoro

Che dire del secondo Postrivoro? Innanzitutto, che in questo che non è un pop up o temporary restaurant, ma uno spazio dell’immaginazione condivisa è davvero importante quali elementi si vanno a mischiare. Questa volta avevamo la concentrazione e la determinazione di Rafa Costa e Silva e l’eclettismo di Gianluca “Gian” Pederzoli. Ma, soprattutto, pioggia e cinquanta teste di maiale. Continue reading

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Del maiale non si butta via niente

Interno. Casa. Mattino

Mio marito è seduto alla scrivania. Lo schermo del computer rimanda l’immagine della pagina della webmail. Sta parlando al telefono.

“Sì, me ne servirebbero cinquanta. No, so già che mi servono per giovedì. Pensi sia possibile? Ok, ci sentiamo dopo”.
Si volta e mi guarda con lo sguardo sconsolato e i capelli arruffati. “Ho bisogno di cinquanta teste di maialino da latte entro dieci giorni e in mezzo c’è Pasqua, come si fa?”

Sguardo perplesso di Michela. Stacco Continue reading

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Se le ciambelle riescono col buco è merito del coworking

Pasqua e già su Facebook vedo le prime foto di agnellini che dicono “non mangiarmi” e, allora, scatta l’effetto Proust. Vedo un agnello e penso a mia nonna che nella culla non mi mise un fioretto come fu per Lady Oscar, ma il vello di un agnellino. Perchè io sono nata ad aprile e proprio tre giorni dopo Pasqua e mia madre dice sempre che se mi piace l’agnello è perchè ne ha mangiato tanto poco prima di partorire. Il pellicciotto candido è finito a decorare un cappottino perchè la nonna era anche sarta e non si lasciava sfuggire uno scampolo. Tanto più che quello era il regalo di una vicina perchè nel piccolo paese agricolo di cinquemila abitanti in cui abita ci si conosce tutti e si condividono le buone e cattive novelle. Continue reading

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L’arte di travestirsi e i talenti nascosti

Questo post è off topic, ma visto che il blog nasce dall’idea di voler gestire una passione/lavoro che va ad influenzare così tanto il menage familiare, ho deciso di parlare di un altro simpatico inquilino della nostra relazione. Questa volta pienamente condiviso. Ebbene, a me e al marito piacciono i giochi intelligenti. Che siano da tavolo, di ruolo, con le carte, di legno, coi birilli non importa. Quello che vogliamo è il cervello acceso, gli amici intorno e una sana competizione. Continue reading

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